Il termine Filò deriva, presumibilmente, da "filare", cioè dal lavoro particolare che le donne facevano d'inverno nelle stalle. Stabilì in seguito gli incontri serali di varie persone nelle stalle durante la stagione più fredda, per stare al caldo, per passare il tempo, per recitare il rosario, per sentir qualche novità del paese o dei dintorni, per far piccoli lavori a mano, per parlare e per sparlare. Fare Filò” significava anche discorrere del più del meno, tra vicini di casa, tra abitanti nello stesso gruppo di case, tra gruppetti di persone, tra parenti e amici. Significava stare insieme, chiacchierare, spettegolare, raccontare, custodire e trasmettere le tradizioni.

Poiché un tempo non c'era il riscaldamento, nelle case fintantoché funzionava il fuoco per preparare la cena, si poteva anche resistere, ma quando esso si spegneva, le cose cambiavano, e nelle case cominciava ad esserci tanto freddo. E allora, giunta la sera, dopo cena, la gente si rifugiava nelle stalle, al caldo. Quel caldo aveva qualche inconveniente, perché il bestiame della stalla, dove vacche e maiali coabitavano nello stesso ambiente, di solito molto piccolo e basso, produceva sì calore gratuito, ma anche tanto odore.

Ma tant'era, e piuttosto che congelarsi nelle case, si sopportava l’odore e un'aria malsana, anche perché nella stalla si radunava la contrada, la corte. C’era insomma un po’ di mondo.

Ma come si sviluppava la serata? Terminata la cena, messi a letto i bambini più grandi, le donne e gli uomini si riunivano nella stalla. Le donne che andavano a "filò" di solito si portavano dietro qualcosa da fare, come gli attrezzi per filare la lana, per fare e disfare le matasse, aghi, filo, ferri da calze o da maglie. Gli uomini anziani si sdraiavano sul fieno. Gli uomini più giovani, invece, aggiustavano i loro attrezzi da lavoro o fabbricavano qualche arnese utile per la casa e per la stalla quali cesti, rastrelli, gerle, forche o scope. A volte poteva esserci qualcuno che leggeva a puntate qualche libro famoso, oppure raccontava fatti accaduti o sentiti narrare da altri, spesso stravolgendone i contenuti. 

Benché il Filò degenerasse in maldicenze e pettegolezzi, specialmente sulle ore tarde, esso fu per quei tempi l’unico canale di trasmissione e di diffusione di cultura, quella cultura povera ed importantissima che ci è stata tramandata.

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