Figlio dell'avvocato Giovanbattista Fusinato che da Arsié si era trasferito a Schio per ivi esercitare la professione, nacque nel 1817 e fin da giovane dimostrò di avere un temperamento estroverso e giocoso, e di essere portato alle lettere e alla poesia.

Nel 1836 andò a Padova, sempre incline alla burla e allo scherzo, portavoce dei goderecci studenti che attraverso la rivista satirica "Il Caffè Pedrocchi", oltre ad auto-pubblicizzarsi, scrivevano articoli vagamente patriottici. Nel frattempo non mancarono alcune capatine vacanziere ad Arsié, il paese delle sue radici. Per le sue poesie e i vari bozzetti in versi fu ben presto famoso, ma partecipò anche, con il fratello minore Clemente, agli eventi bellici contro gli austriaci a Vicenza e a Pian delle Fugazze.

Nel 1848 corse a Venezia insorta e nel '49 scrisse l'ode "L'ultima ora di Venezia". Nello stesso anno sposò la contessina Anna Colonna di Castelfranco Veneto che prematuramente morì nel 1852.

Nel 1856 sposò la scrittrice Erminia Fuà, tutta patria, scuola e famiglia, accolta dalla vecchia contessa Colonna come una figlia.

Nel decennio 1850-60 si compì in Arnaldo una trasformazione. Da cospiratore e attivo uomo d'azione, complice intelligente ed equilibrata la seconda moglie Erminia, diventò un brillante giornalista alla moda e idolo delle lettrici di mezza Italia per i suoi articoli di gioiosa apertura alle modernità, alle conquiste della scienza, all'emancipazione della donna.

Nel 1865 Arnaldo Fusinato compì l'atto più disgraziato della sua vita. Con il cambiamento provvisorio della Capitale d'Italia da Torino a Firenze si mise in testa di comprare in questa città un teatro, ma tale speculazione edilizia si rivelò un fallimento e lo ridusse praticamente in miseria. Per fortuna sua moglie Erminia riuscì a ottenergli la nomina a capo di un ufficio ministeriale che gli permise di guardare al futuro con più tranquillità.

Arnaldo Fusinato, ormai illustre sconosciuto, morì il 28 dicembre 1888. (Fonte: Calendari dell'Auser - Sezione di Arsié)

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