Nato a Castelfranco Veneto nel 1860, secondogenito di Arnaldo Fusinato e di Erminia Fuà, in gioventù venne spesso ad Arsié per la villeggiatura estiva. Conservatore e filo-clericale, pubblicò nel 1894 il suo lavoro più famoso intitolato Stato e Chiesa, accolto con entusiasmo dai moderati di tutta la penisola.

Fu Ministro della Pubblica Istruzione, sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri e Presidente dell'Istituto Coloniale Italiano, nonché filo-tedesco convinto, come molti altri nel feltrino, nel bellunese e in genere nell'arco alpino veneto per il fatto che gli emigranti andavano a lavorare in Germania per cui si riteneva che il rapporto privilegiato si dovesse tenere con questo Paese.

Non capì, pertanto, e non accettò il passaggio del Governo Italiano dalla Triplice Alleanza alla Triplice Intesa e, per coerenza nei confronti di un impegno al quale si sentiva legato, si tolse la vita a Schio, sparandosi, il 22 settembre 1914. (Fonte: Calendari dell'Auser - Sezione di Arsié)

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