Nato a San Vito il 22 giugno 1904 e formatosi artisticamente all'Accademia delle Belle Arti di Venezia, studiò a Milano e si laureò in Lettere e Filosofia, tutto preso dallo studio e dalla pittura. La sua specialità in gioventù fu la “ritrattistica”, disciplina nella quale seppe eccellere, tanto che per un certo tempo fu presso l'Ambasciata Italiana a Parigi quale membro precario dell'équipe artistico-culturale. Nella capitale francese esercitò per alcuni anni ritraendo personaggi del mondo politico e aristocratico.

Rientrato a Milano, fu incaricato di eseguire copie di opere antiche che realizzò con tale perfezione da indurre in inganno anche gli esperti. Copiò tra l'altro la “Madonna del Botticelli” esposta alla galleria Poldi-Pezzoli e in seguito comperata dal Museo di Washington.

Dopo il "ritratto" e le "copie di capolavori antichi", il prof. Tonin si dedicò anche al restauro, adoperandosi con gusto raffinato, sapienti accorgimenti e certosina pazienza nel ripristino di tele antiche per musei e collezionisti privati. In quell'epoca avvenne in lui il cambiamento di genere in pittura, non più ritrattistica ma paesaggistica. I suoi dipinti saranno di qui in avanti caratterizzati dalla prevalenza del viola scuro, indicativo di una profonda amarezza accentuatasi nel tempo, anche per la consapevolezza di un mancato equo riconoscimento del suo valore.

La storia non gli rese giustizia, forse anche a causa del suo temperamento schietto ma duro, perché Emilio Tonin era uno studioso di vasta cultura e i suoi interessi spaziavano dalle ricerche storiche ai classici e a Dante, che amava declamare con passione e religiosità, essendo egli un credente sempre preso dal fervore dei suoi sentimenti. Fu anche libero docente presso l'Università a Pavia.

Morì a Milano il 5 giugno 1975. (Fonte: Calendari dell'Auser - Sezione di Arsié)

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