Naque il 3 novembre 1894 ai Solivi di Fastro, in una famiglia poverissima e in un momento particolarmente difficile per il nostro paese. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, infatti, il Governo Centrale non fece alcun investimento nelle nostre terre e favorì invece le emigrazioni che si susseguirono numerose e massicce. E anche Giacomo, a soli 12 anni, seguì il padre in Svizzera, Francia, Germania e infine in America. Sbarcato in Canada, per entrare negli Stati Uniti attraversò a piedi le Montagne Rocciose, e verso il 1912, in una miniera di carbone nell'Iowa, riportò la frattura di due vertebre lombari con la conseguente infermità che segnò il destino del resto della sua solitaria esistenza.

Nel 1913 ritornò in Italia, nella sua vecchia casa dei Solivi. Dieci anni dopo, a seguito di un'alluvione, andò con la madre e la sorella minore ad abitare alle Tre Case di Fastro. Nella solitudine della sua condizione, unico conforto gli venne dalla lettura di testi che arricchirono il suo spirito assetato di sapere.

La disgrazia lo aveva reso schivo, ma fu sempre ben disposto ad aiutare i compaesani i quali fecero una colletta e gli comperarono una carrozzella grazie alla quale egli poté iniziare a spostarsi autonomamente. I suoi luoghi preferiti erano la Val Maor e la Fornace, dove passava ore ed ore ad ammirare la natura e a trarre ispirazione per le sue poesie. La morte giunse per lui come una liberazione presso il Centro Medico Sociale di Santorso a Schio, nel cui cimitero fu sepolto.

Le sue pubblicazioni sono reperibili presso la Biblioteca Comunale di Arsié. (Fonte: Calendari dell'Auser - Sezione di Arsié)

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