Al secolo Antonio De Marchi, nacque a Rivai il 6 aprile 1886. A soli 11 anni entrò nel seminario dei Frati Cappuccini e prese i voti, vestendo il loro abito nel maggio 1901 nel convento di Bassano. Fu ordinato sacerdote l'8 novembre 1908 e, date le sue non comuni doti di pietà e d'intelligenza, fu dai superiori inviato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma dove conseguì la laurea in filosofia nel 1914.

Insegnò teologia a Padova e filosofia a Thiene. Dal 1916 al 1918 fu cappellano militare nel 7° Alpini, battaglione Monte Pelmo. Nobile d'animo e sensibilissimo, rimase così colpito dalle miserie morali e fisiche delle brutture della guerra cui dovette assistere, che ne soffrì anche nella salute. Ritornato in convento, i superiori lo destinarono al Santuario della Madonna di Castelmonte, sopra Cividale del Friuli, ove rimase per 34 anni.

I suoi interessi di studioso furono soprattutto per la filologia e le lingue straniere e classiche, ma il suo pensiero fu costantemente assorto in Dio. La fede luminosa di questo umile Cappuccino si espresse nell'edificante celebrazione delle Messe e l'amore per le anime nel mistero della confessione.

Immerso nel suo misticismo e in una profonda devozione per la Madonna , umile e intriso di evangelica semplicità, si mostrava ai suoi penitenti così paterno che tutti i pellegrini volevano confessarsi da lui e avere la sua benedizione. Nel novembre del 1953, nell'ospedale di Cividale, fu sottoposto a un difficile intervento chirurgico che a nulla valse poiché mori il 22 dicembre 1953.

Religioso schivo che seppe nascondere i tesori di virtù e di scienza di cui era ricco, Padre Arcangelo da Rivai riposa, in concetto di santità, nel piccolo cimitero di Castelmonte. (Fonte: Calendari dell'Auser - Sezione di Arsié)

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