Una volta, tanto tempo fa, c’era una volpe che saliva per la strada dei Duri in cerca di cibo per i suoi cuccioli che avevano tanta fame, e siccome c’era la neve, non si trovava niente da mangiare. Cammina, cammina e cammina, la povera volpe arrivò fin quasi ai Tonini. Prima di giungere alle prime case, si fermò sotto un ciliegio. Sopra c’era una cornacchia che aveva una forma di formaggio nel becco.
"Guarda guarda che fortuna. Adesso ci penso io” pensò. Andò fin sotto il ciliegio e disse “Comare cornacchia, che belle ali che hai, che belle gambette, che begli occhietti, che bel becco; vorrei sentire anche la tua voce…”
La cornacchia vanitosa aprì il becco “Cra cra cra” e, patapumfete, la forma di formaggio cadde a terra, cosicché la volpe svelta e furba se la prese e corse via di corsa fino alla sua tana che era giù nella valle.

Appena giunta davanti alla sua tana sentì i suoi cuccioli che piangevano. Fece per entrare e vide due grossi occhi. Perciò disse “Chi c’è dentro la mia tana”?
“Son la Cavra Barbana, coi denti longhi na spana, coi corni gusi gusi, e a chi che vien qua ghe fao tanti de busi” (“Sono la Capra Barbuta con i denti lunghi lunghi, con le corna affilate, e a chi vien qui farò tanti buchi”).
“Ohi ohi, povera me, come farò a dar da mangiare ai miei cuccioli?”pensò la volpe.

In quel momento, sentì un cane che abbaiava nella strada. “Hey, comare volpe, che cos’hai da piangere stamattina?
“Oh, compare cane, nella mia tana c’è dentro una brutta bestia che non mi lascia dar da mangiare ai miei piccoli, e quei poveretti mi moriranno di fame”.
“Aspetta. Adesso vengo io”. Il cane arrivò fin sulla porta della tana e disse “Chi c’è dentro la tana della mia amica volpe?
“Son la Cavra Barbana, coi denti longhi na spana, coi corni gusi gusi, e a chi che vien qua ghe fao tanti de busi”
“Mi dispiace, comare volpe, ma neppure io entrò” e si accucciò a piangere con la volpe.

Mentre piangevano, sentirono miagolare. Alzarono la testa e videro un gatto, un grosso gatto, che veniva chiamato “Gatto Mammone”.
“Comare volpe, compare cane, che cos’avete stamattina da piangere entrambi?
“Oh, compare gatto, nella mia tana c’è dentro una brutta bestia che non mi lascia dar da mangiare ai miei piccoli, e quei poveretti mi moriranno di fame”.
“Eh, che cosa sarà mai. Adesso vengo io”. Il gatto arrivò fin sulla porta della tana e disse “Chi c’è dentro la tana della mia amica volpe?
“Son la Cavra Barbana, coi denti longhi na spana, coi corni gusi gusi, e a chi che vien qua ghe fao tanti de busi”
E lo stesso successe pure quando arrivarono il maiale e l’asino.

Passò il giorno e passò la notte. Il mattino dopo, i cinque compari udirono “chiccirichì, chicchirichì”. Era un gallo, un bel gallo, di quelli grossi.
“Hey, comare volpe, compari gatto, maiale e asino, che cos’avete stamattina che piangete tutti quanti?”
“Eh, sapessi galletto… dentro la mia tana c’è una brutta bestia che non mi lascia dar da mangiare ai miei cuccioli, e loro son lì che muoiono di fame.
“Aspetta aspetta, adesso arrivo io. Chi c’è nella tana della mia amica volpe?”
“Son la cavra barbana, coi denti longhi na spana, coi corni gusi gusi, e a chi che vien qua ghe fao tanti de busi”
“Ed io con il mio becco storto ti beccherò il corpo”, e… ti-tin, ta-tan, ti-tin, ta-tan, la cavra barbana con un salto scappò fuori dalla tana e iniziò a darsela a gambe.

Allora la volpe e i suoi compari, tutti contenti, entrarono nella tana, tagliarono la forma di formaggio a pezzi e, assieme ai cuccioli, mangiarono e fecero festa.
La volpe, però, che era furba, tenne d’occhio il gallo e provò ad acchiapparlo, ma il gallo sgusciò via e volò fino a Coldarca, e tutte le mattine con il suo chicchirichì iniziò a dar la sveglia a tutti i ragazzi di San Vito che vanno a scuola e all’asilo. La volpe, invece, restò con un palmo di naso e si consolò facendo festa con i suoi compari e i suoi volpacchiotti. (Fonte: El Cromer; Disegno di Francesco Tonin)

Cerca nel Sito